"La città invisibile è una contraddizione in termini, non pensi?
Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?!"
Cit. Cogito ergo sum.
Non è forse l'uomo stesso ad averla creata dentro di se la città invisibile?
Non è forse quello che abbiamo costruito fino ad oggi, ogni singolo istante vissuto, ogni singola esperienza passata, ogni piccolo o grande avvenimento della nostra vita, le fondamenta delle sue case?
Non sono forse i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse il domani, i mattoni delle case?
Pensi che manchino le vie? Forse non hai considerato i nostri pensieri, che collegano le case, i ponti, i quartieri, costituendo uno scambio di idee.
Può essere considerata quindi la città invisibile lo spazio vivo in cui ognuno sa di essere quello che è, senza dover indossare una maschera? Sognando, esprimendosi al meglio, essendo libero, potendo dire "no", potendo dire "si", creando altre realtà, altri pensieri, altre città invisibili, ..altri uomini?
"Se penso e dunque esisto, perchè dovrebbe essere invisibile l'uomo come la città?"